ciao my blog
AnNiE bLoGGiE...Under Re-Construction
Being in the change tendency
Tuesday, December 12, 2006
Monday, October 30, 2006
Friday, October 13, 2006
Wednesday, September 27, 2006
"Ogni guerriero della luce ha avuto paura di affrontare un combattimento. Ogni guerriero della luce ha tradito e mentito in passato. Ogni guerriero della luce ha imboccato un cammino che non era il suo. Ogni guerriero della luce ha sofferto per cose prive di importanza. Ogni guerriero della luce ha pensato di non essere un guerriero della luce. Ogni guerriero della luce ha mancato a i suoi doveri spirituali. Ogni guerriero della luce ha detto "si" quando avrebbe voluto dire "no". Ogni guerriero della luce ha ferito qualcuno che amava. Perciò è un guerriero della luce: perché ha passato queste esperienze, e non ha perduto la speranza di essere migliore".
Paulo Coelho
Paulo Coelho
Saturday, September 09, 2006
La lotta tra ciò che uno vuole e ciò che non vuole è la malattia della mente
dal Libro del Nulla, Sosan Hsin Hsin Ming
http://www.gianfrancobertagni.it/materiali/zen/libronulla.htm
Tuesday, September 05, 2006
J. L. BORGES, La casa di Asterione (da: L'Adelph, Milano, 1998 [1947])
“E la regina dette alla luce un figlio che si chiamò Asterione”
(APOLLODORO, Biblioteca III, 1)
So che mi accusano di superbia, e forse di misantropia, e forse di pazzia. Tali
accuse (che punirò al mo- mento giusto) sono ridicole. E’ vero che non esco di casa,
ma è anche vero che le porte (il cui numero è infinito)1 restano aperte giorno e notte
agli uomini e agli animali. Entri chi vuole. Non troverà qui lussi donneschi né la
splendida pompa dei palazzi, ma la quiete e la solitudine. E troverà una casa come
non ce n'è altre sulla faccia della terra. (Mente chi afferma che in Egitto ce n'è una
simile). Perfino i miei calunniatori ammettono che nella casa non c'è un solo mobile.
Un'altra menzogna ridicola è che io, Asterione, sia un prigioniero. Dovrò ripetere che
non c'è una porta chiusa, e aggiungere che non c'è una sola serratura? D'altronde, una
volta al calare del sole percorsi le strade; e se prima di notte tornai, fu per il timore
che m'infondevano i volti della folla, volti scoloriti e spianati, come una mano aperta.
Il sole era già tramontato, ma il pianto accorato di un bambino e le rozze preghiere
del gregge dissero che mi avevano riconosciuto. La gente pregava, fuggiva, si
prosternava; alcuni si arrampicavano sullo stilobate del tempio delle Scuri, altri
ammucchiavano pietre. Qualcuno, credo, cercò rifugio nel mare. Non per nulla mia
madre fu una regina; non posso confondermi col volgo, anche se la mia modestia lo
vuole.
La verità è che sono unico. Non m'interessa ciò che un uomo può trasmettere ad
altri uomini; come il filosofo, penso che nulla può essere comunicato attraverso l'arte
della scrittura. Le fastidiose e volgari minuzie non hanno ricetto nel mio spirito, che è
atto solo al grande; non ho mai potuto ricordare la dif- ferenza che distingue una
lettera dall'altra. Un'impazienza generosa non ha consentito che imparassi a leggere.
A volte me ne dolgo, perché le notti e i giorni sono lunghi.
Certo, non mi mancano distrazioni. Come il montone che s'avventa, corro per i
corridoi di pietra fino a cadere al suolo in preda alla vertigine. Mi acquatto all'ombra
di una cisterna e all'angolo di un corridoio e gioco a rimpiattino. Ci sono terrazze
dalle quali mi lascio cadere, finché resto insanguinato. In qualunque momento posso
giocare a fare l'addormentato, con gli occhi chiusi e il respiro pesante (a volte mi
addormento davvero; a volte, quando riapro gli occhi, il colore del giorno è
cambiato). Ma, fra tanti giochi, preferisco quello di un altro Asterione. Immagino che
egli venga a farmi visita e che io gli mostri la casa. Con grandi inchini, gli dico:
«Adesso torniamo all'angolo di prima», o: «Adesso sbocchiamo in un altro cortile»,
o: «Lo dicevo io che ti sarebbe piaciuto il canale dell'acqua», oppure: «Ora ti faccio
vedere una cisterna che si è riempita di sabbia», o anche: «Vedrai come si biforca la
cantina». A volte mi sbaglio, e ci mettiamo entrambi a ridere di gusto.
Ma non ho soltanto immaginato giochi; ho anche meditato sulla casa. Tutte le parti
della casa esistono molte volte, qualunque luogo di essa è un altro luogo. Non ci sono
le greppie, gli abbeveratoi, i cortili, le cisterne. La casa è gran- de come il mondo; o
meglio è il mondo. Tuttavia, a forza di percorrere cortili con una cisterna e polverosi
corridoi di pietra grigia, raggiunsi la strada e vidi il tempio delle Scuri e il mare. Non
compresi, finché una visione notturna mi rivelò che anche i mari e i templi sono
quattordici [sono infiniti]. Tutto esiste molte volte, quattordici volte; soltanto due
cose al mondo sembrano esistere una sola volta: in alto, l'intricato sole; in basso,
Asterione. Forse fui io a creare le stelle e il sole e questa enorme casa, ma non me ne
ricordo.
Ogni nove anni entrano nella casa nove uomini, perché io li liberi da ogni male.
Odo i loro passi o la loro voce in fondo ai corridoi di pietra e corro lietamente
incontro ad essi. La cerimonia dura pochi minuti. Cadono uno dopo l'altro, senza che
io mi macchi le mani di sangue. Dove sono caduti restano, e i cadaveri aiutano a
distinguere un corridoio dagli altri. Ignoro chi siano, ma so che uno di essi profetizzò,
sul punto di morire, che un giorno sarebbe giunto il mio redentore. Da allora la
solitudine non mi duole, perché so che il mio redentore vive e un giorno sorgerà dalla
polvere. Se il mio udito potesse percepire tutti i rumori del mondo, io sentirei i suoi
passi. Mi portasse a un luogo con meno corridoi e meno porte! Come sarà il mio
redentore? mi domando. Sarà un toro o un uomo? Sarà forse un toro con volto
d'uomo? O sarà come me?
Il sole della mattina brillò sulla spada di bronzo. Non restava più traccia di sangue.
«Lo crederesti, Arianna? » disse Teseo. « Il Minotauro non si è quasi difeso».
1) L'originale dice quattordici, ma non mancano motivi per inferire che, in bocca ad
Asterione, questo aggettivo numerale vale infiniti. [N. d. A.]
Monday, August 07, 2006
BAMBINI...
1. Siate creativi quando stabilite dei limiti.• Permettete di esprimere l'energia fisica in eccesso. Incorporate questa vostra disponibilità nella maggior parte delle situazioni (quando insegnate, quando fate rispettare dei limiti e quando assegnate delle consegne).• Permettete che i limiti vengano indicati dai punti di forza del bambino, non viceversa. Potreste essere sorpresi di ciò che un Indaco sa fare. Mettete alla prova i suoi limiti, ma in condizioni di sicurezza!• Soprattutto, chiedete al bambino di aiutarvi a determinare i limiti. Molti Indaco infatti saranno lieti di stabilirli loro stessi, con l'aiuto di un adulto.
2. Pur senza dare a questi ragazzi delle responsabilità adulte, trattateli come adulti e come vostri pari.• Date spiegazioni adulte a questi ragazzi, date loro la possibilità di esprimersi in ogni tipo di decisione, e soprattutto offrite loro delle scelte!• Non rivolgetevi a loro con sufficienza.• Ascoltateli! Sono saggi e sanno cose che voi non sapete.• Rispettateli il più possibile, come rispettereste i vostri stessi genitori o un amico intimo e beneamato.
3. Se dite di amarli, ma mancate loro di rispetto, non avranno fiducia in voi.• Non crederanno al vostro affetto se non li trattate affettuosamente. Saranno sordi a tutte le parole che direte loro. • Il modo in cui conducete la vostra vita e "gestite" la vostra famiglia, per il Bambino Indaco sono un segno tangibile del fatto che lo amiate oppure no!
4. Interagire con i Bambini Indaco è sia un lavoro che un privilegio.• Vi coglieranno in fallo ogni volta che state cer cando di confonderli. Non ci provate nemmeno!• Quando avete dei dubbi, chiedete consiglio non solo agli stessi bambini, ma anche ad altri adulti che hanno esperienza di Bambini Indaco.• Non dimenticate di concedervi il tempo di osservare i Bambini Indaco mentre interagiscono fra loro c'è molto da imparare.• Non dimenticate che non solo sanno chi sono loro, sanno anche chi siete voi. Non è possibile non riconoscere gli occhi e il volto di un Indaco hanno una nota molto antica, profonda e saggia. I loro occhi sono le finestre dei loro sentimenti e della loro anima.• Apparentemente non sono capaci di "nascondersi" come fanno gli altri. Se li ferite, si arrabbieranno con voi e potranno perfino mettere in dubbio di aver fatto una cosa saggia "scegliendovi" come genitori! Ma se li amate e riconoscete chi sono, essi si apriranno totalmente con voi.

